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Il regime dei Contribuenti Minimi
7 novembre, 2009
Il regime dei “contribuenti minimi” è un regime fiscale agevolato, rivolto a professionisti e imprese, di piccolissima dimensione, che permette forti semplificazioni nella determinazione delle imposte (imposta forfetaria del 20%) e negli adempimenti fiscali da assolvere. Possono usufruire del regime sia coloro che già svolgono un’attività, sia coloro che si accingono ad iniziarne una nuova [1].
Il regime risulta particolarmente conveniente per coloro che forniscono servizi ed hanno pochi costi annui (i vantaggi aumentano all’avvicinarsi alla soglia limite dei ricavi 30.000 euro). E’ inoltre particolarmente indicato per chi opera prevalentemente con clienti i privati e/o per chi ha altri redditi che può evitare il cumulo ( es. lavoratore dipendente che decide di aprire partita iva). L’utilità del regime è comunque da valutare caso per caso.
Per accedere al regime occorre possedere determinati requisiti.
Trattamento Iva dell’editoria on-line
2 novembre, 2009
Il settore dell’editoria (libri, quotidiani, periodici, ecc.) è soggetto ad un particolare regime ai fini IVA, in virtù del quale le cessioni dei prodotti editoriali (successive alla messa in commercio da parte dell’editore) sono “escluse” dal campo di applicazione dell’Iva.
Tale regime non si applica però all’editoria on-line (come gli e-book, o l’accesso a sezioni riservate di siti).
Regime delle Nuove Iniziative Produttive
2 novembre, 2009
A favore di imprenditori e professionisti che iniziano una nuova attività la Legge n. 388 del 2000 (art. 13) prevede un regime fiscale agevolato con il quale, in luogo della tassazione oridnaria, si applica una tassazione ridotta, e sono previsti adempimenti contabili e fiscali minimali a carico del contribuente (c.d. Regime agevolato delle nuove iniziative produttive, chiamato anche “forfettino”). (continua…)
Contenuto della Carta Carburante
2 novembre, 2009
Imprese e Lavoratori Autonomi per poter detrarre l’Iva e dedurre i costi relativi ai carburanti devono disporre di adeguata documentazione in relazione a tali costi. La scheda carburante è un documento fiscale che -salvo alcune eccezioni (1)- sostituisce la fattura negli acquisti di carburante per autotrazione (benzina, gpl, metano, diesel,…) presso gli impianti di distribuzione stradale (art. 1, comma 2, del D.P.R. 10/11/1997 n. 444).
Contabilità Inattendibile se i il carburante è spropositato
2 novembre, 2009
La scheda carburante (o carta carburante) è il documento fiscale che normalmente Imprese e Lavoratori Autonomi impiegano per documentare i costi d’acquisto del carburante presso gli impianti di distribuzione stradale (sulle modalità di tenuta e compilazione si vedano i precedenti articoli).
Si tratta di un documento semplificatorio, che evita l’emissione di una fattura ad ogni rifornimento, ma che è anche agevolmente manipolabile / falsificabile dalle imprese e dai professionisti.
La Corte di Cassazione ha posto un freno ai comportamenti fraudolenti sui carburanti: con la sentenza n. 7272 del 26.03.2009 ha deciso che in caso i costi per carburanti risultino sproporzionati rispetto all’attività svolta dal contribuente e al suo parco auto, l’Amministrazione Finanziaria, in caso di verifica può affermare l’inattendibilità delle schede e, di conseguenza dichiaraere inatttendibile la contabilità in cui sono annotate. L’inattendibilità delle schede carburante può costituire da sola una presunzione di infedeltà della dichiarazione.
In sostanza a seguito della sentenza “aumenta la pericolosità fiscale” della diffusa pratica di manipolare i costi per caburanti.